Carlo Montarsolo (1922–2005) è una figura significativa della pittura italiana del secondo dopoguerra. La sua ricerca attraversa paesaggio, materia e astrazione, intrecciando memoria figurativa, sintesi geometriche, segni dinamici e intense costruzioni cromatiche. Il legame con Napoli e il Vesuvio alimenta una produzione che spazia dalle marine ai paesaggi vulcanici, dalle suggestioni musicali alle strutture luminose e astratte. Giorgio Agnisola individua nella sua pittura una «forte, irrisolta tensione tra passato e presente»: una cifra personale, espressione di una ricerca costantemente aperta a nuove possibilità espressive.

Carlo Montarsolo è stato definito “l’artista napoletano di maggior rigore e coscienza, sia per quanto riguarda la lezione dell’avanguardia storica, sia per lo sviluppo della sua pittura limpida costruita in una sapiente tessitura di memorie e presenze, di notazioni sensibili e di astrazione.”Catalogo Bolaffi d’Arte moderna, 1970

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